mercoledì 2 gennaio 2013
gli impresentabili del pd inquisiti, cond a n n at i , ras delle tessere e conflitti d’interessi. Crisafulli, Papania e Genovese in Sicilia. Oliverio in Calabria. E la Brembilla in Lombardia
Le Impresentarie
di Marco Travaglio
Le primarie sono un’ottima cosa, l’unico
antidoto a una delle porcate del Porcellum:
le liste bloccate che consentono ai partiti
di nominarsi i parlamentari. Grillo, temendo
la piena degli opportunisti last minute, ha inventato
le parlamentarie web, ma ha ristretto
troppo la platea dei votanti: appena 20mila.
Alle primarie di Capodanno del Pd han votato
un milione di elettori. Bene anche i volti
nuovi o seminuovi, premiati per le loro facce
pulite e si spera anche per le loro capacità. Ma
in alcune regioni d’Italia, dove il voto è militarmente
controllato non solo dalle mafie,
ma anche da cricche clientelari che comprano
preferenze con favori e lavori, le primarie sono
finte se non vengono accompagnate da
ferrei sbarramenti per garantire il ricambio.
Se si lascia candidare Mirello Crisafulli nella
sua Enna, di cui da una vita è signore e padrone
a suon di posti e prebende, oltre a essere
amicone del boss Raffaele Bevilacqua
(con cui fu filmato e intercettato), è ovvio che
faccia il pieno di voti. Non bastavano i suoi 15
anni in Assemblea Regionale, le due legislature
in Parlamento e il rinvio a giudizio per
abuso d’ufficio con l’accusa di aver fatto pavimentare
a spese della provincia la strada
comunale che porta alla sua villa, per mandarlo
in pensione? Idem a Messina, dove spopola
un altro ras: Francantonio Genovese, che
divenne sindaco sebbene azionista della Caronte,
la società dei traghetti nello Stretto
controllata da Pietro Franza (perciò ribattezzato
‘Franzantonio’) in pieno conflitto d’i nteressi.
Il resto l’ha raccontato la puntata di
Repor t sugli enti di formazione finanziati dalla
Regione. Tipo la Lumen, presieduta da Franco
Rinaldi, deputato regionale, cognato di
Genovese e soprattutto marito di Elena Schirò
che lavora dove? Ma alla Lumen, naturalmente.
Rinaldi e Genovese sono pure soci
nella Training Service, che sta per ricevere
390mila euro di contributi. Invece la Nt Soft
fa capo ai nipoti di Genovese e Rinaldi. L’Esofop
ha come presidente la cognata di Rinaldi
e come consigliere Chiara Schirò, moglie
di Genovese. E una società in cui compare
Genovese affitta la sede all’Enaip e all’Aram.
A che servono a questo punto le primarie?
Chi mai riuscirà a prendere più voti di un
Genovese? Il conflitto d’interessi, anziché un
handicap, diventa un elisir di lunga vita, anzi
di immortalità. Alle primarie di Trapani
trionfa Antonino Papania: nel 2002 ha patteggiato
2 mesi e 20 giorni di reclusione per
abuso d’ufficio in un processo per compravendita
di posti di lavoro in cambio di soldi. Il
suo factotum Filippo Di Maria è stato arrestato
tre anni fa per mafia, con l’accusa di
essere l’autista, il cassiere e il braccio destro
del boss di Alcamo, Nicolò Melodia detto ‘il
macellaio’.Per la Mobile,“Di Maria si muoveva
incessantemente per procurare posti di
lavoro ad amici e conoscenti grazie anche al
diretto interessamento di collaboratori e personale
di segreteria del senatore”, attivissimo
“in occasione di alcune competizioni elettorali”:
come “le primarie 2005 per il candidato
premier” del centrosinistra. “Lo staff del sen.
Papania – scrive il gip – e altri politici contattavano
ripetutamente il Di Maria per indurlo
a sostenere iniziative politiche... con
tutte le persone di sua conoscenza”. In Calabria
invece stravince le primarie l’ottimo
Nicodemo Oliverio, imputato da tre anni al
Tribunale di Roma con altre 14 persone per
bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale
aggravata, in uno dei processi sullo
scandalo del megapatrimonio immobiliare
della Dc, ovviamente scomparso. A Crotone,
Oliverio ha raccolto 8.257 preferenze su 8.547
(il 97%). Chissà se arriverà prima la sentenza,
prevista per febbraio, o la rielezione in Parlamento,
prevista per febbraio. E chissà se
Piero Grasso lo sa. Il fatto quotidiano 2 gennaio 2013
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