venerdì 5 aprile 2013

Ore 3.32: e l'Abruzzo tremò L'Aquila ricorda le 309 vittime

A quattro anni dal devastante terremoto del 6 aprile 2009, fiaccolata per le strade del centro ancora in rovina del capoluogo abruzzese. Per non dimenticare mentre la città cerca di ricominciare a vivere. Il nostro liveblogging multimediale, con foto e tweet   a cura di AMALIA MATTEUCCI e PIERA MATTEUCCI



L'AQUILA
- 6 aprile 2009 - 6 aprile 2013: sono passati quattro anni dalla notte in cui il terremoto portò via dall'Aquila 309 persone per sempre e tanti cittadini dalle loro case a tempo indeterminato. Eppure, nonostante il trascorrere dei mesi, nella notte del lutto, le lancette del l'orologio della memoria sembrano immobili, fissate sulle 3.32, l'ora in cui la scossa cambiò la vita di un'intera popolazione.

Quest'anno, a differenza degli anniversari precedenti, le mille fiammelle che hanno illuminato le vie del centro storico si sono accese in anticipo (alle 22 invece che alle 24) per consentire a chiunque volesse di partecipare alla fiaccolata del ricordo. In silenzio migliaia di aquilani si sono radunati all'inizio di via XX Settembre per ricevere le fiaccole distribuite dai volontari della Protezione Civile, della Croce Bianca e dell'associazione Nuova Acropoli.

In testa al corteo i familiari delle vittime e i parenti dei ragazzi morti sotto le macerie della Casa dello Studente. Subito dietro il sindaco della città, Massimo Cialente, il senatore Stefania Pezzopane, il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, e alcuni deputati del Movimento 5 Stelle.

Un serpentone lunghissimo e silenzioso ha percorso l'arteria, fino ad arrivare davanti alla Casa dello Studente: non c'è spazio, questa notte, per la rabbia e le polemiche, per la disperazione e lo sconforto. C'è spazio
solo per il dolore e il ricordo di tutte le vite finite in poco più di venti secondi. Davanti agli edifici feriti preghiere e lacrime, sussurri e abbracci di uomini e donne, bambini e anziani, ma soprattutto ragazzi che non vogliono e non possono dimenticare i loro coetanei.

In corteo, insieme agli aquilani che, per qualche ora si ritrovano uniti, nonostante in molti non vivano più qui, anche i familiari delle vittime della strage di Viareggio e quelli degli operai della Thyssen. "Sono quattro anni che veniamo qui - ha detto una delle mamme toscane - a voi ci unisce il dolore e la volontà di ottenere giustizia". A mezzanotte piazza Duomo, piena, ma forse un po' meno rispetto agli anni scorsi, ha ascoltato senza fiatare le voci che hanno scandito i 309 nomi. "Quattro anni fa il sisma ci sorprese la notte del Lunedì Santo: allora iniziò la nostra passione - ha detto l'arcivescovo dell'Aquila, monsignor Giuseppe Molinari - quest'anno siamo nel periodo della Pasqua e della Resurrezione", incitando i cittadini a credere nella luce di Gesù e a non lasciarsi sconfiggere dalla tristezza e dallo sconforto.

Sconforto al quale è difficile resistere: "Questo e l'anniversario più brutto perché si è persa la speranza. C'è un cronoprogramma, ora servono i soldi qualunque sia il governo altrimenti la città muore'' ha detto il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente.
(05 aprile 2013) © Riproduzione riservata

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