martedì 31 luglio 2012

Roma tra omicidi irrisolti e nuove faide

Roma: tra omicidi irrisolti e nuove faide

 http://www.icittadini.it/index.php/primo-piano/1302-roma-tra-omicidi-irrisolti-e-nuove-faide

“Dopo l’inquietante omicidio del camorrista Modesto Pellino,avvenuto in pieno centro a Nettuno la scorsa settimana, la politica e in particolare il sindaco Chiavetta,  risponde impotente alle feroci dinamiche di controllo del territorio e penetrazione economica delle mafie nei quartieri di Roma e nelle città del litorale romano con le solite inutili richieste di convocazione di comitati o audizioni nelle compassate commissioni più di partito che istituzionali" .
Cosi sostiene Antonio Turri, dell’Associazione I Cittadini contro le mafie e la corruzione,in una nota stampa. Turri invia alle redazioni dei giornali romani la foto di uno striscione apparso in via Torrevecchia, tra via della valle dei fontanili e via Francesco Maria Greco,   nel quartiere romano di Torrevecchia-Primavalle , che riguarda uno degli omicidi avvenuti in zona il 27 luglio 2012 scorso e aggiunge:” si tratta dell'agguato mafioso a Simone Colaneri, il pugile romano con piccoli precedenti penali (caso  irrisolto).Nello striscione gli amici di Simone ricordano a politici e istituzioni che per il loro compagno c’è stato un anno di silenzio e nessuna giustizia. Cosi è ancora per Flavio Simmi, il gioielliere 33enne, assassinato il 5 luglio del 2011. E via di seguito per oltre 30 volte lo scorso anno. E poi nulla  oltre alle chiacchiere, qualche dossier e libro bianco frutto più di un inutile copia e incolla  che di una attenta e vera conoscenza della drammatica situazione in alcuni quartieri di Roma e delle città della cintura urbana. Spaccio di droga, usura,pizzo e il controllo del gioco d’azzardo sono invisibili solo a chi non vuol vedere in quartieri come: Tor bella Monaca, San Basilio,Ostia,Primavalle,San Lorenzo. Qui il controllo del territorio di organizzazioni criminali mafiose importate o da contaminazioni sono del tutto evidenti ma si continua a negarle. I giovani delle periferie romane vivono una condizione di forte disagio e rimangono vittime oltre che delle incapacità della politica  di offrire opportunità e risolvere i loro problemi,in particolare quello del lavoro. In alcuni quartieri e città dell’ hinterland romano sono i clan a dare lavoro, a costituire punti di riferimento per i “nuovi ragazzi di vita”. In città come Ariccia,sugli ex tranquilli Castelli Romani,l’ex sindaco,il medico chirurgo Emilio Cianfanelli,deve girare per la sua città armato di una P38,perché minacciato di morte.
E’ ora che i vari assessori alle varie sicurezze,  sentano, vedano  e parlino dello sfruttamento quotidiano anche di minorenni,avviate alla prostituzione, sulla via Pontina e sulle altre consolari che dal centro della capitale portano a Nettuno,Pomezia,Ardea,Aprilia,Latina o sul litorale a nord della città. Ebbene quelle prostitute sono la banca di accumulo delle mafie di Roma e della Regione. Con quei soldi e con quelli ricavati dagli immensi traffici di droga si alimentano il resto delle attività delinquenziali. Ma c’è crisi e quindi questi traffici risentono dei conseguenti cali e chi non comprende o invade zone altrui muore. Perché,sostiene Turri: “ le esecuzioni come quelle di Modesto Pellino,detto “o micillo” parlano più ai vivi che ai morti.
Si svegli quindi la politica…il tempo è scaduto e c’è il pericolo concreto della mattanza dietro l’angolo e che il controllo del territori dei vari clan,già a macchia di leopardo, si espanda.

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