Signor Ministro
Lei ha dichiarato (
http://www.ilfattoquotidiano.
it/2012/08/08/ilva-di-taranto-
clini-non-farei-mai-crescere-
mio-nipote-li-serve-svolta/
320762/) che non farebbe mai vivere Suo nipote nel quartiere di Taranto vicino l'Ilva e che non ci comprerebbe una casa.
Lei che è cresciuto a Latina e conosce bene Borgo Montello farebbe vivere Suo nipote in via Monfalcone vicino la discarica?
Certamente
saprà che il vice sindaco di Latina e assessore all'ambiente Cirilli
nell’audizione in regione Lazio (a proposito dei fusti
tossici interrati) (leggere il testo
http://verdiecologistipontini.
blogspot.it/2012/07/audizione-
sugli-scavi-nella-discarica.
html) afferma
“perché le Istituzioni sono state assenti,
in questi quindici anni.” I
timori e le perplessità sono stati espressi dal pubblico che chiedeva la
divulgazione in rete delle riprese video e la sorveglianza armata,
“perché qui la mafia c’è già”. Difficile
far finta di non ricordare che almeno una morte c’è stata per mano della
criminalità, le dichiarazioni del pentito della camorra sui traffici illeciti
di fusti tossici. Gli interrogativi che sono rimasti senza risposta: 1) se la
criminalità fosse ancora presente nella zona, se avesse ancora interesse a non
far scoprire la verità, se non volesse che si trovi qualcosa in particolare,
visto che nel passato le istituzioni (assenti per 15 anni secondo Cirilli),
alcune delle quali, anche se rappresentate da persone nuove e di cui si
riscuote la piena fiducia, non sono riuscite a fermare i disegni criminali, non
sarebbe meglio prevenire? Come? 2) l’indagine Enea e alcuni fascicoli sono
spariti dai vari uffici, così dichiarano Cirilli e associazioni, come fare che
questo non accada anche per alcune registrazioni? Le risposte in proposito sono
state diverse e senza dimenticare che (nel passato, secondo le varie
dichiarazioni) i documenti sono spariti. Qual è la garanzia che non accada
nuovamente? Cosa si farà per evitare e prevenire? 3) i cittadini e le
associazioni chiedevano, nel rispetto delle norme e della legge, senza
intralciare il lavoro degli scavi, mediante la presenza di loro tecnici
qualificati, l’impressione che si è avuta ieri è che questo non sia possibile.
A qualcuno è venuto il dubbio (sicuramente sbagliato e che verrà certamente
smentito dai fatti) che il tavolo della trasparenza (prossima riunione tra 1
mese) sia uno dei modi per tenere a freno le richieste di osservare, vedere,
chiedere, sapere. 4) Cirilli lo ha detto chiaramente (come aveva già fatto alla
Regione) e giustamente che non voleva confondere le varie questioni (salute,
sicurezza, politica) generali sulla discarica con il lavoro degli scavi. Ma la
domanda rimane senza risposta: l’Arpa
certifica l’inquinamento dell’area, di conseguenza il grave pericolo per le
popolazioni I(residenti e lavoratori) che corrono sicuramente dal 2005,
possibile che le istituzioni non prendano alcuna precauzione verso le stesse
popolazioni? Devono continuare ad ammalarsi e a morire? Non hanno diritto all’informazione
alla prevenzione?
Signor Ministro se non compra l'abitazione in via
Monfalcone direbbe ai genitori della zona di far vivere tranquillamente
lì i loro bambini? Grazie dell'attenzione. Saluti. Coordinamento
provinciale dei verdi ecologisti e civici di Latina
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