Latina – Diventare una Smart City: qualcuno sa di cosa stiamo parlando?
Latina – Ormai da mesi anche in
terra pontina si parla e sparla di “Smart City”, la cosiddetta città del
futuro. Di Smart City parla il Sindaco quando sottolinea il possesso di
un’auto elettrica, di Smart City parla l’ex consigliere d’opposizione,
ora passato in maggioranza, Maurizio Patarini, che partito alla volta
del Green City Energy è tornato consapevole che qualcosa andasse fatto. A
criticare la maggioranza sull’impasse e la mancata evoluzione verso il
modello di Smart City, poi, è l’opposizione.
Di Smart City, insomma, parlano tutti ma cos’è la Smart City? A cosa sta puntando Latina?
L’idea di Smart City nasce nel mondo ICT (Information&Communication Technology), inizia i suoi passi in Nord America e poi in Europa, dove oggi trova un posto di rilievo nell’Agenda Europa 2020. Di fatto, pur avendo un’origine legata ai sistemi ICT per la digitalizzazione di una città, sta ormai assumendo un significato molto più ampio, che include l’intero “spazio” di una città.
Un’accettata definizione di Smart City è: una città dove gli investimenti nel capitale umano e sociale, nei processi di partecipazione, nell’istruzione, nella cultura, nelle infrastrutture per le nuove comunicazioni, alimentano uno sviluppo economico sostenibile, garantendo un’alta qualità di vita per tutti i cittadini e prevedendo una gestione responsabile delle risorse naturali e sociali, attraverso una governance partecipata.
In generale per la costruzione di una Smart City vengono considerate le seguenti aree: smart economy, smart mobility, smart environment, smart people, smart living e smart governance. Come si vede, si tratta di aree di intervento che attengono allo sviluppo dell’Economia della Conoscenza e della Società dell’Informazione, della mobilità sostenibile, della sostenibilità ambientale (edilizia sostenibile, energie rinnovabili, gestione integrata dei rifiuti, ecc…), della formazione permanente, della qualità della vita (inclusione sociale, salute, sicurezza, cultura, turismo, ecc.) e dell’E-government/Wiki-government.
Non si tratta, quindi, solo di trovare soluzioni tecnologiche e ingegneristiche che portino alla realizzazione di sistemi in grado di gestire in modo cooperativo tutte le funzioni vitali di una città ma anche di operare in modo interdisciplinare per dar vita ad una nuova realtà sociale. In altri termini la sfida che si ha davanti è quella di creare delle comunità che abbiano nel loro nuovo DNA la Social Innovation. Si tratta di comunità fondate sulla condivisione di valori etici e su una democrazia partecipata, abituata al cambiamento delle regole e capace di impiegare le innovazioni tecnologiche offerte dalla scienza e dall’ingegneria. Non basta, quindi, un’auto elettrica, una metro leggera ed il paventato wi-fi sul lungo mare per diventare Smart City. Non basta nemmeno il sito internet (Latina progetto Smart City) dove alcune idee, poche peraltro, vengono messe in rete. Creare una Smart City significa modificare radicalmente la città, demolire veri e propri ecomostri e trasformarli in “edilizia intelligente”, completare il ciclo dei rifiuti eliminando i costi, diminuire la cementificazione, aumentare l’uso di tecnologie non inquinanti e disincentivare, davvero non con i parcheggi a pagamento, l’uso di auto private, creare ampie isole pedonali, modificare lo stesso modo di fare politica dando più peso ai cittadini. Insomma tanto, veramente tanto, che in una città come Latina, dove una vera e propria linea di trasporto pubblico non esiste, dove le piste ciclabili sono funzionanti per metà, dove manca un isola pedonale, dove ancora gli amministratori comunicano tra loro con la classica linea telefonica, dove gli spazzi aggregativi comuni sono pochi e mal sfruttati, diventa forse qualcosa di più. Quindi va bene auspicare ad una città da sogno ma basta sognare, meglio forse rimanere con i piedi per terra ed iniziare a lavorare. http://latina.ogginotizie.it/159692-latina-diventare-una-smart-city-qualcuno-sa-di-cosa-stiamo-parlando/#.UCFr71JEbRQ
Di Smart City, insomma, parlano tutti ma cos’è la Smart City? A cosa sta puntando Latina?
L’idea di Smart City nasce nel mondo ICT (Information&Communication Technology), inizia i suoi passi in Nord America e poi in Europa, dove oggi trova un posto di rilievo nell’Agenda Europa 2020. Di fatto, pur avendo un’origine legata ai sistemi ICT per la digitalizzazione di una città, sta ormai assumendo un significato molto più ampio, che include l’intero “spazio” di una città.
Un’accettata definizione di Smart City è: una città dove gli investimenti nel capitale umano e sociale, nei processi di partecipazione, nell’istruzione, nella cultura, nelle infrastrutture per le nuove comunicazioni, alimentano uno sviluppo economico sostenibile, garantendo un’alta qualità di vita per tutti i cittadini e prevedendo una gestione responsabile delle risorse naturali e sociali, attraverso una governance partecipata.
In generale per la costruzione di una Smart City vengono considerate le seguenti aree: smart economy, smart mobility, smart environment, smart people, smart living e smart governance. Come si vede, si tratta di aree di intervento che attengono allo sviluppo dell’Economia della Conoscenza e della Società dell’Informazione, della mobilità sostenibile, della sostenibilità ambientale (edilizia sostenibile, energie rinnovabili, gestione integrata dei rifiuti, ecc…), della formazione permanente, della qualità della vita (inclusione sociale, salute, sicurezza, cultura, turismo, ecc.) e dell’E-government/Wiki-government.
Non si tratta, quindi, solo di trovare soluzioni tecnologiche e ingegneristiche che portino alla realizzazione di sistemi in grado di gestire in modo cooperativo tutte le funzioni vitali di una città ma anche di operare in modo interdisciplinare per dar vita ad una nuova realtà sociale. In altri termini la sfida che si ha davanti è quella di creare delle comunità che abbiano nel loro nuovo DNA la Social Innovation. Si tratta di comunità fondate sulla condivisione di valori etici e su una democrazia partecipata, abituata al cambiamento delle regole e capace di impiegare le innovazioni tecnologiche offerte dalla scienza e dall’ingegneria. Non basta, quindi, un’auto elettrica, una metro leggera ed il paventato wi-fi sul lungo mare per diventare Smart City. Non basta nemmeno il sito internet (Latina progetto Smart City) dove alcune idee, poche peraltro, vengono messe in rete. Creare una Smart City significa modificare radicalmente la città, demolire veri e propri ecomostri e trasformarli in “edilizia intelligente”, completare il ciclo dei rifiuti eliminando i costi, diminuire la cementificazione, aumentare l’uso di tecnologie non inquinanti e disincentivare, davvero non con i parcheggi a pagamento, l’uso di auto private, creare ampie isole pedonali, modificare lo stesso modo di fare politica dando più peso ai cittadini. Insomma tanto, veramente tanto, che in una città come Latina, dove una vera e propria linea di trasporto pubblico non esiste, dove le piste ciclabili sono funzionanti per metà, dove manca un isola pedonale, dove ancora gli amministratori comunicano tra loro con la classica linea telefonica, dove gli spazzi aggregativi comuni sono pochi e mal sfruttati, diventa forse qualcosa di più. Quindi va bene auspicare ad una città da sogno ma basta sognare, meglio forse rimanere con i piedi per terra ed iniziare a lavorare. http://latina.ogginotizie.it/159692-latina-diventare-una-smart-city-qualcuno-sa-di-cosa-stiamo-parlando/#.UCFr71JEbRQ
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