giovedì 9 agosto 2012

Latina canali di bonifica morenti mai così scarsa la manutenzione

L’allarme lanciato da pescatori e canoisti, ma c’è un giallo sui finanziamenti I canali di bonifica morenti Manutenzione al livello più basso di sempre, così è cominciata la moria di pesci MENTRE l’Arpa Lazio e la Asl rassicurano sull’inqui - namento e anche sulla moria di pesci che si è registrata nelle ultime settimane, un’altra verità, più scomoda e difficile da superare affiora dalle denunce dei canoisti che descrivono una s i t u a z i o n e della rete dei canali che ha pochi precedenti. Tutti i corsi d’acqua interni sono intasati da erbacce e si vede la carenza di manutenzione anche grave. «Aprire le chiuse in queste condizioni è una follia perché si finisce per ridurre al minimo l’o ss igeno e così la moria di pesci è inevitabile. - dice uno dei pescatori della zona - Il Consorzio di Bonifica per quanta ragione abbia a voler tutelare le esigenze degli agricoltori che devono avere acqua a d i s p o s iz i o n e , non può evitare di fare una manutenzione decente dei canali». Il rebus della pulizia dei canali è al centro del dibattito politico amministrativo ormai da molti mesi, per svariate ragioni. Anche l’ultimo vertice che si è tenuto all’indomani della moria di pesci ha evidenziato un ruolo chiave di uno dei canali di bonifica nei problemi che si sono registrate in queste settimane. L’apertura delle chiuse del canale Colmata ha mandato in tilt il sistema di ossigenazione ma i tecnici del Consorzio hanno detto che era inevitabile. La Provincia pensa di prolungare i Colmata con un canale artificiale che arrivi oltre un chilometro fuori dalla costa per evitare il ripetersi di fenomeni di fioritura algale e detriti che finiscono in mare direttamente. Ma questo è un percorso che richiede investimenti e tempi piuttosto lunghi. Fare leva sulla manutenzione della rete die canali, come chiedono pescatori e associazioni dei canoisti, è un soluzione più abbordabile. Ma il fatto è che il Consorzio di Bonifica non ha quasi più soldi per questo tipo di intervento che richiede la presenza di squadre di tecnici e operai, ma soprattutto una disponibilità finanziaria che l’ente non ha. Una delle principali fonti di finanziamento dei Consorzi per le attività istituzionali dovevano essere i canoni a carico di Acqualatina spa, ma, come si sa la società non li versa da anni e ancora adesso è in corso il recupero forzoso per gli anni tra il 2006 e il 2011. Anche questo ha impedito o perlomeno rallentato gli interventi fondamentali per la rete di bonifica. E anche la moria di pesci è una delle conseguenze che si temevano e che sono diventate realtà. Azione

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