di Antonella Mascali (il fatto quotidiano 12 ottobre 2012)
Milano
ROBERTO Formigoni non potrà più vantarsi di aver vinto contro
la procura di Milano “Undici a zero”. Ieri, il presidente lombardo
ha subito la prima condanna. Il tribunale gli ha inflitto una multa
di 900 euro e un risarcimento alle parti civili per diffamazione.
La vicenda riguarda le firme false raccolte da esponenti del Pdl
per consentire le candidature alle regionali 2010. I Radicali, prima
del voto, avevano presentato un esposto e Formigoni li aveva
accusati di “m a cc h i n a z i o n e ”. Il pubblico ministero, Mauro Clerici,
aveva chiesto un anno di pena e una multa di 500 euro. Ma
il giudice Carmen D’Elia avendo ritenuto “e q u i va l e n t i ” le attenuanti
generiche e le aggravanti, come da codice, ha inflitto a
Formigoni solo una pena pecuniaria e un risarcimento ai radicali:
50 mila euro al partito di Marco Pannella, e 30 mila euro
ciascuno, a Marco Cappato e Lorenzo Lipparini. La sentenza
dovrà essere pubblicata sul Corriere della Sera. Clerici aveva
chiesto una condanna senza le attenuanti perché il presidente
della Regione con le sue affermazioni pubbliche ha compiuto
una sorta di “attentato alle istituzioni”. Formigoni aveva accusato
addirittura i Radicali di un reato: “Rimasti 12 ore da soli per
controllare i registri, hanno potuto manipolare le liste... 51 certificati
dopo la loro visita non c’erano più”. Intanto oggi il gip di
Milano dovrà decidere se mandare a processo per falso ideologico
il presidente della Provincia, Guido Podestà, Clotilde
Strada, assistente di Nicole Minetti in Regione e 4 consiglieri
provinciali del Pdl. Avrebbero truccato 926 firme senza le quali
Formigoni e il Pdl sarebbero stati esclusi dalle ultime Regionali.
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