martedì 4 settembre 2012
ennesima bufala dell'aeroporto a Latina per politici inattendibili
Due generali ex Comandanti del Comani smentiscono le voci sulla dismissione della base
La «bufala» dell’aeroporto
Rossi e Lanza: la notizia del trasferimento del 70° Stormo è priva di fondamento
SI presentano come tecnici, e lo
sono, e tengono a sottolineare
che le loro sono opinioni di
comuni cittadini di Latina. Ma
non è proprio così, perché Euro
Rossi e Giacomo Lanza sono
due generali in congedo
dell’Aeronautica militare, ed
ambedue hanno comandato il
70° Stormo di stanza al Comani
di Latina Scalo. Hanno
seguito in queste ultime settimane
il dibattito sulla
questione relativa alle
possibilità di portare uno
scalo commerciale e civile
sulle piste del Comani,
e stanchi di aggirarsi
tra tesi grossolane
e ipotesi fantasiose
(questa è una nostra
supposizione, ndr) hanno
pensato bene di dire
la loro, senonaltro perché
al Comani hanno
dedicato le loro competenze
professionali e
parte della loro vita.
Si sono premurati di raccogliere
qualche informazione
presso il Comando Generale
d el l ’Aeronautica per capire
quanto ci fosse di vero nella
paventata ipoetsi di un imminente
trasferimento della scuola
di volo di Latina Scalo, e la
conclusione è sconfortante. «E’
una bolla di sapone - taglia
corto con un eufemismo il generale
Euro Rossi - Questa storia
del trasferimento del 70°
Stormo non è stata nemmeno
pensata, dunque non c’è un
pezzo di carta che possa sostenere
un’ipotesi del genere. E
soprattutto non si capisce da
dove arrivi
questa notizia
».
C o m e
inizio non
c’è male. E
non è tutto.
« S i a l a
scuola di
volo di Latina
che
quella di
Lecce (71°
Stormo) -
rincara la
dose il generale Giacomo Lanza
- sono presidi strategici per
nostre forze armate. Le basi,
che assolvono a compiti diversi,
servono entrambe all’Aero -
nautica, e dal punto di vista
operativo è inconcepibile un
loro eventuale accorpamento.
Perché a Latina si insegna a
volare, mentre a Lecce i piloti
formati nel 70° Stormo acquisiscono
competenze superiori.
Sono basi dove si utilizzano
aerei diversi, dove si vola a
quote diverse, dove ci si alza in
volo e si atterra in modi diversi
».
E qui invece tutti a parlare di
accorpamento e di riunificazione
delle due sedi.
«Davvero non capiamo come
possa essere stato alimentato
questo dibattito - sottolinea Euro
Rossi - Il Trasferimento di
uno Stormo da una base all’al -
tra richiede investimenti che
oggi l’Aeronautica, e probabilmente
nemmeno il Governo, si
possono permettere. E dal punto
di militare è un azzardo,
anche il solo trasferimento del
personale avrebbe costi elevatissimi.
Se glielo dico, è perché
ne ho cognizione di causa: anni
fa i due presidi dell’Aeronauti -
ca di Latina Scalo e di Chiesuola,
hanno assorbito
il personale civile
all’indomani della chiusura
del Distretto Militare, e non è
stato uno scherzo. Se consideriamo
che oggi il personale militare
e civile che opera al Comani
si aggira sulle 700 unità,
immagini un po’ di cosa stiamo
parlando».
Ma davvero non c’è alcuna
ragione valida perché si possa
prospettare un trasferimento
della base del 70°?
«Se fosse
stato qui anche il
nostro collega generale
Nando Guerzoni
(ex Comandante del Comani
pure lui) - dice Giacomo Lanza
- le avrebbe spiegato che il 70°
Stormo opera in una zona e in
uno spazio aereo assolutamente
peculiari, in condizioni climatiche
e metereologiche che
soltanto a Latina si trovano e
che rappresentano il luogo
ideale per una scuola di primo
volo. Se ne può essere certi.
questa scuola non si può spostare
da qui, a meno che non si
voglia decidere di abolirla in
Italia».
Dato per assodato che il Comani
resta dove sta, è possibile
pensare ad un eventuale accorpamento
tra la base militare e
uno scalo commerciale o civile?
«L’Aeronautica dice assolutamente
no - ammette Rossi -
Ma se vuole il parere di due
tecnici, le diciamo che negli
orari extra-formazione sarebbe
possibile ospitare un traffico
commerciale. Questo potrebbe
rappresentare un primo tassello
per ipotesi future ed oggi lontane
nel tempo. In fondo si tratterebbe
di allungare la pista di
atterraggio e decollo, e questo
al Comani si potrebbe fare, perché
esiste un progetto che risale
ai primi anni ‘50, quando a
Latina Scalo si era pensato di
portare anche i caccia intercettori;
allora era stata assodata la
possibilità tecnica di allungare
la pista».
Dunque esiste un varco per
tentare la carta dell’inserimen -
to di uno scalo commerciale
all’interno della base militare?
Stavolta la risposta è a due voci:
«Non vediamo alcuna possibilità
che ciò accada. Del resto il
Governo punta a chiudere tutti
gli scali civili improduttivi, perché
dovrebbe cimentarsi in una
scommessa ibrida e difficile da
realizzare?»
Latina deve dunque abbandonare
il sogno di avere uno scalo
civile sotto casa?
«Una cosa per la quale la città
di Latina dovrebbe spendersi, i
politici primi fra tutti, è quella
di creare un accorpamento tra
le scuole di volo nazionali,
quelle europee e quelle della
Nato. Se ci fosse un accordo in
tal senso, siamo certi che la
scelta del luogo ideale dove
insediare la base ricadrebbe su
Latina Scalo. La presenza
dell’Aeronautica va vista come
una risorsa e come tale va valutata,
anche per lo prospettive
future. Né può servire augurarsi
che la base venga trasferita,
perché accadrebbe quello che
abbiamo visto succedere a
Grazzanise: via i militari, il sito
è morto. Un campo di erbacce
che giace inutilizzato».
Più chiaro di così...
Alessandro Panigutti Latina Oggi 4 settembre 2012
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