Emergenza rifiuti
Scandali Ama, impianti fermi
a Rocca Cencia, «gioiello» dimenticato
Costato 24 milioni, l'impianto per selezionare plastica, vetro e
metalli è fermo da oltre 2 anni. Voci di sabotaggio. Dal 29 ottobre
nuovo affidamento per i cassonetti
L'impianto Ama di Rocca Cencia (Jpeg)
ROMA - Adesso che la raccolta differenziata, nel report sui primi 9
mesi del 2012, ha mostrato di segnare il passo (siamo ancora al
25-26%), un altro misterioso caso della gestione Ama torna sotto i
riflettori. Perché l’impianto «multimateriale» di Rocca Cencia
inaugurato nel 2006, unico in città per la selezione di plastica, vetro e
metalli, è fermo da oltre 2 anni? Come si spiega tanto ritardo nel
riparare un «gioiello» che, secondo stime interne, garantirebbe
all’azienda ricavi di 10 mila euro al giorno, grazie alla consegna del
materiale «ripulito» alle filiere del riciclo?
Quali ombre si addensano su una struttura costata
la bellezza di 24 milioni di euro? E soprattutto - domanda delle cento
pistole - cosa si cela dietro il famigerato schianto al suolo della
cabina di pilotaggio che, nel luglio 2010, provocò lo stop del
trattamento dei rifiuti più nobili e il loro invio in altri
stabilimenti? Sono questioni che, il 2 marzo 2011, risuonarono anche in
Senato, durante un’audizione dei sindacati davanti alla commissione
parlamentare d’inchiesta sulle «morti bianche».
La palazzina degli uffici a Rocca Cencia (foto Jpeg)
Ma oggi, alla luce degli scandali emersi nella municipalizzata
(dalla promozione di 11 sindacalisti a Parentopoli-bis, dai «distacchi»
di netturbini finiti nello staff di politici agli avanzamenti di
carriera «oliati» da regali chiesti via-sms), questi stessi quesiti si
caricano di significati ulteriori. Intanto per la semplice ragione che,
nel frattempo, di mesi senza che l’Ama rimettesse in funzione l’impianto
ne sono trascorsi altri venti.
E poi per un’allarmante ipotesi,
rimasta finora sottotraccia: insistenti e qualificate voci interne,
infatti, non solo non escludono un sabotaggio a Rocca Cencia, ma lo
danno per certo. Qualcuno si arrampicò sul tetto dell’avveniristica
struttura per sbullonare viti, allentare tensori? Scenario inquietante.
Solo un’indagine, con relative perizie che potrebbero dire molto
sull’accaduto, consentirebbe di fugare ogni dubbio.
L’impianto multimateriale di Rocca Cencia inaugurato nel 2006: dovrebbe trattare plastica, vetro e metalli (foto Jpeg)
Che sia stato incidente o atto doloso, comunque, il combinato
disposto tra il crollo della cabina (avvenuto fortunatamente al di fuori
dei turni, quindi senza conseguenze per gli operai) e il forte ritardo
nel ripristino dell’attività un effetto l’ha avuto: via libera agli
appalti. Oggi il «multimateriale» a Rocca Cencia viene solo ammucchiato
a tonnellate, in attesa che capienti camion lo trasportino in altri
impianti, dall’Alto Lazio all’Umbria, fino alla Campania (Avellino).
Fu l’Ama stessa, all’indomani dell’audizione
al Senato, dopo aver negato «categoricamente» che plastica e vetro
finissero a Malagrotta, a elencare in una nota i beneficiari
dell’imprevisto business: Centro riciclo, Remaplast, Rovere, Cite, Del
Prete e Eurorecuperi. Se poi si siano aggiunte altre ditte non è chiaro.
«La vera struttura che manca in azienda - attacca Franco Fanelli,
coordinatore Fp-Cgil Ama, unica organizzazione rimasta fuori dal patto
per le promozioni - è un Ufficio agli sprechi, che a tempo pieno si
occupi di razionalizzare le spese e rendere efficiente una gestione più
che discutibile».
Sempre in tema di esternalizzazioni,
un’altra è recente. La coop Serviplus, di cui è vicepresidente Bruno
Rossi, ex capo-operaio «in quota» Cisl, dal 29 ottobre può entrare con i
suoi furgoni a Ponte Malnome: si occupa di movimentazione dei
cassonetti. E infine ecco cosa divulga «Radio scopa», l’informatissimo
network alimentato dal passaparola aziendale: gli 11 sindacalisti
promossi a luglio, intanto, avrebbero ancora i due livelli in più in
busta paga (nonostante la revoca dell’accordo) e sarebbero intenzionati a
tenerli.
Sul versante Cisl, invece, dopo le dimissioni
del segretario della Fit-Lazio Alessandro Bonfigli (che si muoveva con
poteri di «direttore ombra»), in pole position ci sarebbe Maurizio
Ricci, suo braccio destro. Segno che - a dispetto dell’azzeramento dei
vertici regionali, deciso 10 giorni fa da un furioso Raffaele Bonanni
dalla sede nazionale di via Po - il «cerchio magico» dell’ex capo in Ama
esercita ancora forte influenza.
Fabrizio Peronaci,
l'articolo a pag. 2 in Cronaca di Roma
sul Corriere della Sera5 novembre 2012 | 8:52© RIPRODUZIONE RISERVATA http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_novembre_5/ama-roccacencia-impianto-fermo-2112558038938.shtml
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