giovedì 1 novembre 2012

per Clini la colpa dell'emergenza rifiuti è dei cittadini...

il nostro problema è l'educazione... ci sono personaggi politici, partiti e forze politiche (di dubbio gusto e qualità) che hanno fortuna con le parolacce e gli improperi... In italiano corretto è difficile dirlo. In parole povere, non solo non ci danno retta quando facciamo le proposte, non accettano le iniziative che avanziamo per risparamiare denaro, creare posti di lavoro, migliorare il servizio, tutelare ambiente, corsi d'acqua, falde, agricoltura, favorire il turismo e alla fine ci prendono pure in giro. Sarebbe pure colpa nostra... Forse perchè quelli come Clini non li abbiamo ancora rincorsi con i forconi e rinchiusi per non nuocere gravemente alla nostra salute?
RIFIUTI/ROMA
Clini: «La colpa dell'emergenza? Dei cittadini»
TAGLIO MEDIO - Andrea Palladino
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Cerroni monopolista? «Non ha mai fatto un'operazione illegale sul mercato», ha assicurato durante l'audizione in commissione ecomafie il ministro Clini. Dunque, nessun problema, il padrone della ferriera della monnezza romana può continuare a dormire sonni tranquilli, almeno per il tecnicissimo governo. D'altra parte il prefetto Goffredo Sottile - chiamato lo scorso luglio per scegliere la nuova discarica romana - non ha avuto nessun problema nell'indicare quella che ritiene «l'unica opzione», la buca di Monti dell'Ortaccio, uno dei tantissimi terreni posseduti dall'avvocato padrone di Malagrotta. E nessuna indicazione contraria è mai arrivata concretamente dall'esecutivo, benedicendo di fatto la scelta di affidamento a Manlio Cerroni del futuro post Cerroni. Un monopolista che succede a se stesso.
Se c'è un colpevole della disastrata situazione romana - panorama che può essere allargato senza problemi all'intero Lazio - questo non è l'imprenditore che ha avuto in mano le sorti dei rifiuti da tempo ormai immemorabile, assicura Clini: «E' scandaloso che in questi anni le amministrazioni e i cittadini di Roma invece di pretendere il trattamento dei rifiuti abbiano consentito che quelli non trattati andassero in discarica». Forse dimenticando che quello stesso dicastero dove ha ricoperto uno dei ruoli di vertice dal 1992 al 2011 non ha mai speso una sola parola sulla scandalosa gestione dei rifiuti nel Lazio, permettendo un sistema contrario ai principi europei, lasciando che gran parte dei gestori dei rifiuti della regione continuassero a sversare monnezza mai adeguatamente trattata in diverse discariche del Lazio. Da Borgo Montello, a pochi passi dalla casa natale dello stesso Clini, fino al gigante di Malagrotta, passando per Colleferro e Viterbo, in una gincana dei veleni.
Ieri la delicatissima situazione della capitale è stata affrontata dalla commissione petizioni del Parlamento europeo, chiamata da quegli stessi cittadini che Clini indica come i veri colpevoli. La delegazione guidata dall'olandese Judith Merkies - dopo aver visitato lunedì Malagrotta e il sito di Monti dell'Ortaccio - ha incontrato il prefetto Goffredo Sottile e lo stesso ministro Clini. Sottile in sostanza si è limitato a ribadire la scelta dell'ex cava di proprietà di Manlio Cerroni come erede della gigantesca collina di Malagrotta. Corrado Clini ha invece approfittato dell'incontro per rilanciare la sua strategia del ciclo dei rifiuti che termina negli impianti, ovvero negli inceneritori: «Non abbiamo capito perché i rifiuti di Napoli debbano andare in Olanda e non a Bologna - ha spiegato dopo l'incontro con la delegazione del parlamento europeo -. Oggi c'è una norma che impedisce alle regioni del nord, in particolare quelle che hanno impianti di trattamento e di incenerimemto, di accogliere rifiuti urbani del sud: stiamo lavorando anche a questo punto». Dagli uffici del ministero dell'ambiente confermano che il piano di Clini per le emergenze romane e napoletane prevede l'apertura dei forni degli inceneritori del nord Italia, in quelle stesse zone dove la differenziata a livelli europei è riuscita a ridurre l'uso degli impianti. «Misure eccezionali», quelle che annuncia Corrado Clini, da mettere in atto se il prefetto Goffredo Sottile dovesse fallire il suo obiettivo.
I tempi per una soluzione sono ormai scaduti. Il prossimo 6 novembre il consorzio Colari di Manlio Cerroni consegnerà le controdeduzioni per le osservazioni presentate dal comune di Roma e dal municipio di Valle Galeria rispetto alla scelta di Monti dell'Ortaccio. Dopo di che Goffredo Sottile potrà rilasciare l'autorizzazione all'impianto sostituendosi alla regione Lazio, grazie ai poteri commissariali. Il passo successivo sarà il contratto di servizio tra Ama e Colari, per l'esercizio della nuova discarica. A quel punto potranno partire i lavori, che dureranno almeno tre mesi, andando ben oltre la data limite del primo gennaio 2013, quando Malagrotta dovrebbe chiudere per sempre la sua attività. Con l'emergenza a quel punto tutto diventerà possibile.

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