sabato 3 novembre 2012
non ci sono soldi per i malati di Sla li sprecano per il ponte sullo stretto
BUTTANO I SOLDI PER IL PONTE
E LI TOLGONO AI MALATI DI SLA
LA CRUDELTÀ DEL RIGORE:
ZERO SOLDI PER I MALATI DI SLA
IL GOVERNO NON RIESCE A TROVARE 300 MILIONI PER IL FONDO
PER I DISABILI PIÙ GRAVI. GLI AFFETTI DA SCLEROSI IN RIVOLTAdi Silvia D’Onghia
LA PROTESTA
Una settimana
di sciopero della fame,
20 giorni di tempo
e un ultimatum:
“Passeremo il Natale
sotto il ministero
e Stefano Feltri
Sulla maglia rossa che
Salvatore Usala ha indossato
per accogliere
Elsa Fornero, a Cagliari,
c’era la frase di Russell
Crowe nel Gladiatore : “Al mio
segnale scatenate l'inferno”.
Usala è uno dei malati di Sla,
rimasti una settimana in sciopero
della fame, il cui destino è
appeso a un difficile negoziato
tra Parlamento e governo.
Perché in una legge di Stabilità
(la ex Finanziaria) da 11,6 miliardi
non si trovano le risorse
per l’assistenza dei malati di
sclerosi laterale amiotrofica
che non possono vivere senza
un sostegno quasi costante.
LA STORIA di questi soldi è
complessa. La spiega Donata
Lenzi, deputata del Pd: “Il
Fondo sociale nel 2008 aveva 2
miliardi, ora ha soltanto 35
milioni. E serve per pagare gli
asili nido, il sostegno alle famiglie,
la lotta alla povertà. Poi
c'era il fondo per la non autosufficienza,
che era 400 milioni
e da due anni è azzerato”.
I Comuni e le Regioni hanno
sopperito come potevano al
taglio dei fondi, poi hanno iniziato
a tagliare i servizi. I malati
di Sla avevano un trattamento
a parte: ogni anno l’ex
ministro dell’Economia Giulio
Tremonti recuperava 100 milioni
per loro dal cosiddetto
“fondo Letta”, un giacimento
da 900 milioni che il governo
spendeva come credeva. Poi il
governo Monti ha azzerato il
fondo Letta, così da evitare gli
sprechi che questo alimentava.
Ma nella bonifica, sono spariti
anche i soldi per i malati di
Sla.
Morale: ora si deve negoziare
metro per metro, euro per euro.
Mancano 600 milioni per la
non autosufficienza. Ma il
compromesso su cui stanno
ragionando il ministro del
Welfare Fornero e i due relatori
della legge di stabilità (Pier
Paolo Baretta, Pd, e Renato
Brunetta, Pdl) è attorno ai 300
milioni. Non soltanto per i
malati di Sla, ma per tutti quelli
con gravi disabilità. I dettagli
contano: se i soldi si mettono
sull’assistenza a domicilio, invece
che su quella ospedaliera,
si tutelano più persone con
meno risorse. Di questo si sta
discutendo con il ministero
della Sanità di Renato Balduzzi.
Il problema grosso sarà con
il Tesoro di Vittorio Grilli: il
ministro non vuole che i saldi
cambino, questo significa che
bisogna spostare le coperture
da una parte all’altra, “e lo faremo,
questo scandalo non
può ripetersi ogni anno”, dice
Baretta del Pd.
ALBERTO DAMILANO è un
medico piemontese, da tre anni
è malato di Sla, costretto a
letto e attaccato a un respiratore
e a un sondino, comunica
esclusivamente mediante un
puntatore oculare. Alberto è
uno dei malati che il 21 ottobre
sono entrati in sciopero della
fame. Aderendo all’appello
lanciato dal Comitato 16 novembre,
ha spiegato così la sua
scelta: “Non so cosa succederà,
non so dire se resisteremo, ma
di una cosa son certo: che ci
sono passaggi, anche nelle piccole
storie individuali, in cui la
dignità di una persona è un
bene assoluto”. I primi giorni
erano venti persone, poi sono
diventate 50. “Ora ce ne sono
oltre un centinaio pronte a ricominciare”,
spiega la vicepresidente
della onlus, Mariangela
Lamanna. Se il governo non
risponderà entro il 20 novembre,
la protesta riprenderà. “E
sarà a oltranza – prosegue –.
Abbiamo minacciato di portare
il Natale sotto il ministero
dell’Economia. E, visto che la
condizione dei malati è già
precaria, non possiamo escludere
un epilogo drammatico”.
Stavolta non basteranno le lacrime
della Fornero, quando
mercoledì scorso non ha potuto
garantire quei soldi. I malati
sono esasperati, ed è comprensibile,
vista l’odissea cui
sono stati sottoposti: quattro
incontri con il governo in sei
mesi, tutti inutili. “È importante
che sia passato un messaggio:
noi non lottiamo soltanto
per i malati di Sla, ci siamo
fatti portavoce della protesta
di tutti i disabili gravissimi
cui è stato negato il fondo
per l’autosufficienza” Il fatto quotidiano 3 novembre 2012
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