sabato 3 novembre 2012

dal Tav agli F35 dove trovare i soldi per i malati di Sla: 300 milioni di €

Avolte capita che, senza sforzi d’imma - ginazione, si possa capire plasticamente cosa vogliono dire le espressioni “manovra”, “tagli”, “stabilizzazione dei conti pubblici”. È il caso della vera e propria rivolta dei malati di Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) e delle loro famiglie, rimasti letteralmente senza alcun sostegno dallo Stato. È una storia che dura da anni, almeno da quando è cominciato lo svuotamento del Fondo sociale (due miliardi nel 2008, 35 milioni oggi) e di quello per la non autosufficienza (da 400 milioni a niente): finora a tappare i buchi ci hanno pensato, in parte, regioni e comuni, ma dal 2013 – com - plici le nuove manovre di aggiustamento dei conti pubblici - i malati di Sla, le persone con disabilità in generale, ma pure chi ha bisogno di sostegni al reddito, saranno lasciati a se stessi. Se rimaniamo alle prime due categorie potrebbero bastare circa 300-400 milioni l’anno, a patto che venga implementata l’as - sistenza a domicilio a scapito dell’ospedaliz - zazione (che costa di più): i saldi del bilancio pubblico non possono essere toccati, dice il governo, altrimenti i mercati la prendono male. Il risultato è che bisogna trovare quei soldi spostandoli da altri programmi di spesa. Il bilancio dello Stato è un mare e trecento milioni non sono certo una cifra inarrivabile: c’è il famigerato Fondo Letta, per dire, su cui stanno puntando i relatori del ddl Stabilità per sanare questo scempio, ma bisogna vedere quanti soldi ci sono dentro davvero e se il Tesoro non li ha già impegnati. Noi proviamo a dare qualche suggerimento. M. Pal. “MIO MARITO PAOLO E LA SLA CORPO A CORPO CON IL MOSTRO” IL RACCONTO DI MARIA: “HO DOVUTO LASCIARE L’I N S E G NA M E N TO, VIVIAMO CON LA SUA PENSIONE E L’AIUTO DELLA MIA FAMIGLIA” DIRITTI NEGATI I BOMBARDIERI Costano 100 milioni l’uno: sono necessari? NE DOBBIAMO comprare 90 invece che 135, ma costeranno più del previsto: non 80 milioni l’uno, come previsto, ma dai 100 ai 106,7 milioni a seconda del modello. Non è un risparmio strutturale, ma tagliarne qualcuno libererebbe risorse per la non autosufficienza. Si potrebbe pure, magari, aspettare ad investire 73 milioni per ristrutturare la sede Nato di Bruxelles. IL TESORETTO DI MONTECITORIO Tra avanzi di cassa e fondo solidarietà in ballo 560 milioni UNA DELLE SOLUZIONI per pagare il sostegno per i malati di Sla e i disabili in generale almeno per il 2013 sarebbe mettere le mani sul tesoretto di Montecitorio di cui vi abbiamo parlato venerdì: 560 milioni tra avanzi di cassa (risparmi rispetto alle previsioni di spesa) e fondo di solidarietà. Per non esagerare, basterebbe prendere solo la prima voce: fanno 369 milioni. LE SCUOLE PRIVATE Quei 223 milioni inseriti nella legge di stabilità NELLA LEGGE di stabilità sono finiti anche 223 milioni di euro per le scuole private, che si vanno ad aggiungere ai dieci milioni concessi col primo decreto sulla spending review: si tratta del parziale reintegro dei 500 milioni che erano stati stanziati dal governo Berlusconi e poi tagliati quasi del tutto. Magari per quest’anno ne possono fare a meno. L’ALTA VELOCITÀ A bilancio 690 milioni fino al 2015 PER L’ALTA VELOCITÀ tra Torino e Lione il governo ha messo a bilancio 60 milioni l’anno prossimo, 100 nel 2014 e 530 milioni nel 2015. Bei soldini su un’opera dall’assai dubbia utilità, a cui vanno aggiunti – anche se il relativo comma è scritto in tipico burocratese italico – altri 100 milioni per il biennio 2014-2015 nel capitolo rinnovo delle reti infrastrutturali. LA SANITÀ IN CAMPANIA 159 milioni per ripianare il debito stabilito nel 1990 È UNA DI QUELLE cose che fanno la delizia dei cultori di cose italiche: con la legge di stabilità il governo ha stanziato la bellezza di 159 milioni di euro per ripianare un debito sanitario della regione Campania che fu stabilito da una legge del 1990. Qualche settimana prima, peraltro, Monti aveva concesso 420 milioni alla Sicilia in deroga al patto di stabilità. GLI INCENTIVI ALLE IMPRESE Giavazzi, Palazzo Chigi e i 4 miliardi tagliabili IL “PIANO GIAVAZZI” di giugno immaginava un taglio da 10 miliardi di euro l’anno per gli incentivi alle aziende: una cifra enorme che s’è poi ridotta parecchio nelle analisi di Palazzo Chigi. Non più di quattro miliardi la spesa aggredibile, si dice, risultati finali inferiori al miliardo: poco rispetto alle aspettative, ma per i malati di Sla bastano e avanzano. Il fatto quotidiano 4 novembre 2012

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