La cattiva gestione dei rifiuti ha lasciato una macchia indelebile sul
territorio italiano e “lavarla” potrebbe costarci caro. Risale, infatti,
all’aprile 2007 la sentenza con cuil’Italia
è stata riconosciuta responsabile dalla Corte di giustizia europea
della presenza sul suo territorio di centinaia di discariche illegali e
omessi controlli nella gestione dei rifiuti. A seguito di
questa sentenza la Commissione europea ha inviato all’Italia, nel
febbraio 2008, una lettera di costituzione in mora e, nel giugno 2009,
un parere motivato, segnalando che la violazione sistematica e
generalizzata constatata dalla Corte di giustizia era ancora in corso.
Nel giugno 2011 la Commissione ha chiesto all’Italia di presentare un
calendario credibile per la regolarizzazione di tutti i siti in
questione entro un lasso di tempo ragionevole, ma nonostante siano stati
compiuti alcuni progressi significativi è chiaro che i problemi nella
gestione del ciclo e dello stoccaggio dei rifiuti persistono in quasi
tutte le regioni italiane.
Così, lo scorso 24 ottobre, la Commissione europea ha chiesto alla Corte di giustizia dell’Unione europea di deferire il nostro Paese che potrebbe
essere condannato a pagare una multa di 56 milioni di euro e un’ammenda
giornaliera di 256.819 euro «fino al giorno della regolarizzazione
dell’infrazione» per il mancato rispetto di quella sentenza
visto che, si legge in una nota diffusa da Bruxelles, «le misure
attualmente in vigore non sono state ancora sufficienti per risolvere il
problema a lungo termine». Nello specifico le discariche da bonificare, secondo la Commissione, sono 255, di cui 16 contenenti rifiuti pericolosi. Nonostante gli impegni presi nel 2007, ha evidenziato la nota,«solo
31 discariche problematiche saranno bonificate entro la fine del 2012 e
un calendario completo per l’ultimazione dei lavori è stato programmato
solo per 132 discariche». Inoltre, la Commissione fa sapere di
non disporre, ad oggi, «di informazioni da cui risulti che l’Italia
abbia istituito un sistema di controllo adeguato per evitare l’apertura
di nuove discariche illegali». La decisione è dunque un chiaro
sollecito, se non un ultimatum, ad agire urgentemente e bonificare
centinaia di discariche illegali pericolose per la salute.
[…] «A questo punto devono
intervenire il governo e il Parlamento, riformando una disciplina che
oggi favorisce solo lo smaltimento o l’incenerimento – ha
dichiarato Stefano Leoni, presidente di Wwf Italia -. Occorre introdurre
un regime fiscale che favorisca il riciclaggio, ed eliminare sussidi
nocivi come quello ai termovalorizzatori». Sulla maxi multa inflitta al
Belpaese sommerso dai rifiuti è intervenuta anche Legambiente: «Era del
tutto prevedibile», ha dichiarato a caldo Stefano Ciafani,
vice-presidente nazionale di Legambiente. [...] «Sono anni che
contestiamo l’assenza di una politica nazionale per ridurre lo
smaltimento in discarica, che purtroppo rimane ancora oggi nel nostro
Paese la principale opzione di gestione dei rifiuti. Abbiamo
sempre sostenuto che la fondamentale leva da muovere sia quella
economica. Da qui la richiesta di modificare la vecchia legge del 1995,
che ha istituito l’ecotassa e che ancora oggi arriva a un tetto massimo
di soli 25 euro a tonnellata. Solo togliendo quel tetto massimo avremmo
potuto tartassare lo smaltimento in discarica. Il Parlamento in questo
ultimo scorcio di legislatura approvi subito una legge che modifichi
quella del 1995» è stato l’auspicio di Legambiente.
L’impressione, stando a quanto riportato dalle due associazioni
ambientaliste, è che se non verranno trovate risorse per risanare subito
le 255 discariche a rischio «qualsiasi
misura tampone non sarà forse sufficiente a evitare l’umiliazione della
multa oggi minacciata, ma perlomeno servirà a evitare nuove condanne e
nuove sanzioni» ha concluso Leoni. [...] http://blog.avis-legnano.org/?p=3209
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