Altro richiamo ai sindaci, il «pretesto» da una delibera di Nettuno
L’ultima bacchettata
La Regione: ora stop ai conferimenti indifferenziati
Il Dipartimento Attività Produttive ribadisce la necessità
di applicare il piano per i Lazio approvato a gennaio
IN via incidentale ma con piglio
che non lascia scampo, la
Regione Lazio torna ad invitare
i Comuni a pre trattare i
rifiuti prima del conferimento
nella discarica di Borgo Montello
e ad accelerare le procedure
per arrivare al 65% di
raccolta differenziata. Il «pretesto
» è un’ordinanza contingibile
(di quelle urgenti che
sempre più spesso firmano i
sindaci in materia
di raccolta
e smaltimento
dei rifiuti) con
cui il Comune
di Nettuno ribadisce
la necessità
di portare
i suoi rifiut
i
i n di ff e re n z ia t i
direttamente a
Borgo Montello
poiché non
ci sono impianti
di pre
trattamento e
non si riesce ad
alzare, per il
momento, il livello
della differenziata.
L’ordinanza è
stata inviata alla
Direzione
Regionale delle attività produttive
e rifiuti che ha colto
l’occasione per ricordare ai
sindaci dei Comuni che conferiscono
a Montello ma anche
alla Provincia di Latina,
nonché alla Procura della Repubblica
per l’integrazione di
eventuali reati omissivi, le
modalità imposte dalla stessa
Regione Lazio a partire dallo
scorso sei aprile. Data in cui
sono scadute le autorizzazioni
al conferimento nei due bacini
di Montello (di EcoAmbiente
e Indeco), non ancora rinnovate.
Su questo fronte aveva,
peraltro, assunto l’impegno
formale ad intervenire il Presidente
della Provincia Cusani,
il quale aveva annunciato
una riunione organizzativa al
Prefetto. Riunione che non
solo non c’è mai stata ma non
è stata neppure mai convocata.
Dunque la Regione Lazio,
nella nota ufficiale del direttore
del Dipartimento,
Riccardo
Monachesi,
ribadisce che
la «gerarchia
dei rifiuti relega
lo smaltimento
esclusivamente
alla
fase residuale
della gestione,
rendendo prioritaria
ogni forma
di prevenzione,
riciclaggio
e recupero
sul rifiuto» e
che vanno rispettate
al più
presto «le percentuali
di raccolta
differenziata
previste
per legge»... «i
C o m u n i
dell’Ato di Latina
sono tenuti,
nel rispetto
della gerarchia
dei rifiuti e del
corretto trattamento
previsto
d a l l ’ U n i o n e
Europea che
non contempla più la mera
tritovagliatura del rifiuto indifferenziato,
ad utilizzare gli
impianti di trattamento presenti
nell’Ato».
Graziella Di Mambro Latina Oggi 10 settembre 2012
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